Di essere nel Wyoming (waiaouuminn') e anzi, di viverci, di vivere in uno di quegli stati americani con dei bei confini lineari e precisi, fatto di un numero semplice ma ben definito di contee, 23. Avevo un ranch che assomigliava a uno dei grattacieli newyorchesi di Donald Trump, proiettato nel 2036. C'erano solo macerie. Fatte a forma di un bell'8.Il Wyoming, un posto in cui le pianure sterminate vanno a braccetto con le montagne rocciose e in cui fiumi di acque cristalline scorrono all'interno di splendidi canyon cavernosi. La cui capitale ha lo stesso nome che potrebbe avere un'attrice porno, Cheyenne. Uno stato in cui la pena di morte è una sana iniezione letale e nella cui bandiera c'è un bisonte, ritratto in una posa che assomiglia a quei poster nelle macellerie in cui vengono evidenziati i tagli scelti di carne di bovino. Solo che al centro del bisonte c'è il sigillo dello stato de Wyoming e non la scritta Coop. Vi campeggia una statua neo-classica che afferma l'equità sociale e due tizi caucasici che giocano a Morra Cinese.
Uno dei più bei luoghi turistici dello stato, dal panorama spettacolare e mozzafiato è Dead Indian Pass - nome quanto mai appropriato, visto che gli indiani attualmente sono il 3 percento della popolazione con un calo negli ultimi cinque anni di oltre il dieci percento (non sono stati aperti dei casino'? non è stato concesso loro di coltivare canapa "indiana" nelle riserve, da rivendere direttamente nei campus con la certificazione che non è stata adulterata con agenti chimici?). Negli anni l'unica cosa che è rimasta costante in un mondo in perenne mutamento è la morte dell'indiano cazzo.
Sono stato anche a Yellowstone, solo che il geyser era spento per un blackout energetico e per la crisi dei mutui sub-prime. Allora sono tornato a Fort Laramie dove ho incontrato una bellissima donna, di nome neanche a farlo apposta di Cheyenne, "Proprio la pornodiva," mi ha detto "Se vuoi ti faccio un autografo sulle chiappe e per cento dollari giochiamo alla difesa del forte dall'attacco dei pellerossa. Nudi."
"Ma di pellerossa non ce n'é quasi più Cheyenne..."
"Allora ce la prenderemo con gli indiani del subcontinente, quelli che si comprano le migliori acciaierie della nostra bella economia occidentale."
"No, sono stanco. Voglio andare a casa. Tornare nel ranch, intendo."
"Non c'è più il tuo cazzo di ranch, bello."
Così Cheyenne mi ha rivelato ciò che si nascondeva dietro al liminare e poroso mondo da cartolina in cui mi trovavo.
Che quello non era il Wyoming ma bensì e solamente un mio sogno di come avrebbe potuto essere il Wyoming se solo gli alieni non fossero atterrati a Devils Tower con scopi per nulla pacifici (avevano visto un brutto montaggio misto di Incontri ravvicinati del terzo tipo e La guerra dei mondi con scene aggiuntive tratte da un premontato di Valkyrie di Tom Cruise e avevano deciso che non c'era un buon motivo per cui la razza umana potesse sopravvivere a un tale progressivo degrado spirituale) e avessero distrutto lo stato e non solo lo stato, l'intera nazione americana e non solo la nazione americana intera - e intesa come nord-America - ma anche il sud-America, il centro-America, l'Asia, l'Africa, l'Oceania tutta e l'Europa, l'Italia, intesa come nord centro e sud, lasciando solo in vita una piccola città di nome Ferrara, per consentirmi di poter sognare come avrebbe dovuto e potuto essere il Wyoming, se solo un Wyoming ancora ci fosse stato. "Non.. può.. essere.." ho continuato a ripetere, sentendomi come trasportato da un'altra parte.

Così mi sono svegliato di colpo e dopo un minuto buono in cui ho ripreso conoscenza mi sono messo in camera mia a suonare su un vecchio sintetizzatore Moog la musichetta di Incontri ravvicinati, ancor prima di alzare la tapparella.
Stupito che i vicini non protestassero per quel concertino di primo-mattino dopo un po' mi sono girato per vedere se era già l'ora in cui prepararmi per andare al lavoro.
Mi aspettava una bella sorpresa.
Il tempo si era fermato, l'orologio infatti non andava più in avanti ma non mi sentivo affatto preoccupato.
Erano le 6 e 66, minuti primi.
Forse almeno quello avrebbe dovuto stupirmi un po', ma sul momento non ci ho fatto molto caso. Perché sapevo che in quello spazio, anche se bloccato, fermo come un loop impazzito e un delirio di salti quantici partorito da una mente ancora più lisergica di Philip K. Dick avevo tutto quello che mi serviva. Il mio sintetizzatore Moog con cui comunicare agli alieni che Valkyrie non uscirà mai nelle sale perché la casa di produzione di Tom Cruise fallirà prima e che quindi non esiste un solo motivo valido per distruggere la terra. Tranne forse certi dirigenti di multinazionali dell'alimentare, dell'energia, del settore trasporti o certi generali delle forze armate che vorrebbero veder esplodere l'atomica come certi terroristi e certi funzionari burocrati che stanno mandando il mondo a puttane solo per uno stipendio dorato con cui andare in vacanza alle Maldive quando non sono costretti a fingere di lavorare..
"Ma loro lo hanno già fatto," mi ha detto una voce, che proveniva da sotto le coperte del mio letto. In un moto di soprassalto mi sono alzato con uno scatto, dicendo "E tu chi sei? cosa ci fai in camera mia?!".
Da sotto le coperte è sbucata prima una chioma bionda permanentata, poi un viso angelico molto anni Ottanta e infine un corpo nudo con un seno fuori misura.
"Sono Cheyenne, bello. Ieri sera eri troppo ubriaco per ricordarti di avermi invitato in casa tua mentre quei fottuti alieni distruggevano la terra?"
"Vuoi dire che era tutto vero? è tutto distrutto?"
"Sì, tutto."
"Però in sogno mi dicevi che.."
"Tutto, bello."
"Quindi è stata distrutta anche Ferrara? non è camera mia questa?"
"E' una ricostruzione di camera tua nello zoo di vetro privato del principe reggente alieno Gibson Explorer IV."
"Gibson Explorer?! come la chitarra?"
"Suo padre era Les Paul III Custom, reggente delle quattro lune di Santana."
"Carlos Santana?"
"Non scherzare."
"Quindi questo è un luogo virtuale? come Matrix, tutto falso come da Mentana?"
"E' un caleidoscoprio elettrochimico simulato, bello."
"Non potrebbero fingere di mettermi in una bella spiaggia hawaiiana allora al posto che in camera mia? al tramonto, con tavole da surf, ukulele e tanto rum."
"Puoi chiedere quello che vuoi, ti basta scegliere attraverso un menu' a tendina nel software di connessione con i montatori del reale alieni."
"Ah."
"E puoi anche uscire dalla porta della camera adesso, ora sei nella modalità città di Ferrara, Emilia Romagna, Italia."
"Ah, cazzo."
"Puoi uscire di casa e fare finta che non sia successo niente."
"Anche andare al lavoro?"
"Sì."
"Eh, no. Quello oggi no."
"Allora puoi scegliere di rimanere qui o di andartene dove vuoi, ma questo potrai farlo domani.. Perché per oggi sei bloccato qui con me."
"Tutto il giorno?"
"Sì, per tutto il tempo, giorno è solamente l'illusione meteo-climatica che ti daranno gli alieni quando alzarai la tapparella della finestra."
"E l'ora rimarrà sempre sulle.. 6 e 66?!?"
"Quello è un dato inamovibile del sistema. Per ricordarti che tutto ti è stato rivelato."
"Vabbé."
"Non ti va di venire un po' qui con me, non ti ricordi di come mi hai corteggiata ieri sera?"
"No, non mi ricordo niente. Me ne sono andato a letto e basta. Leggendo solo due pagine de Le benevoli di Littell, sono a quota dieci pagine su mille e passa. Andando avanti così lo finirò nel 2014."
"Sei stato molto galante."
"Non ero io, cazzo, tu hai un impianto Cheyenne, ti hanno fatto un cazzo di impianto in testa. Non sono veri ricordi."
"Mi hai regalato dei fiori.. Quando ti ho detto 'Grazie' hai risposto In effetti.."
"O forse io non sono io.. Cheyenne, io non sono più io."
"E al ristorante hai pagato tu."
"Ommiddio. Ho un impianto in testa?"
"Dai, vieni qui."
"Sì, ma domani si va alle Hawaii Cheyenne, alle Hawaii cazzo. E già che ci sono non c'è anche un menu' a tendina per cambiarti con Natalie Portman?"