Una volta ho invitato il sole a prendere un té da me e non è stata una bella esperienza.Affatto.
C'era talmente caldo che il té evaporava non solo prima che riuscissi solamente ad assaggiarlo ma addirittura prima che mettessi la bustina di té, carbonizzata, in infusione. Anzi, a dire la verità mi accorgevo sempre che il pentolino del té non aveva già più acqua ancora prima che lo mettessi sul fornello.
La cosa che più mi ha infastidito è comunque la piega che ha preso la conversazione. Interessante, niente da dire, però aveva una tale faccia da schiaffi. Se solo avessi potuto dargliene qualcuno, ma non volevo perdere la mano per combustione.
Lui sosteneva di essere al centro dell'universo, - Sistema eliocentrico, caro mio, se vuoi segnartelo
- Il sistema eliocentrico non funziona. Tutto si muove, non sei il privilegiato al centro che se ne sta fermo a prendere sé stesso senza fare un cazzo.
- Io non vado da nessuna parte.
- Anche tu ti muovi, e invecchi. Tutto lo fa, persino la Via Lattea. Facci l'abitudine.
- Sembro sempre giovane comunque, o no?
- Un giorno esploderai o magari imploderai, diventerai un buco nero o qualche altra schifezza cosmica. Non farai più luce.
- Ma tutto il resto sulla terra sarà comunque piuttosto malconcio, quel giorno.
- C'è l'Evoluzione della Specie, riguarda anche le specie interstellari.
- Quella è una storiella della buona notte. Niente invecchia, il tutto non ha tempo, solo le sue declinazioni. L'importante è saperlo. E io, modestamente, lo so. Io sono il lato A del tutto.
- E vorresti gentilmente darmene la prova?
- Non ho alcun problema a farlo. Tieni.
Avvicinò delle fiamme - o quello che poteva essere il suo braccio - verso di me e teneva qualcosa, del metallo incandescente.
- Ti ringrazio ma preferisco non avvicinarmi troppo, puoi metterlo sul tavolino senza bruciarmelo e lasciarlo lì così lo prendo quando smette di scottare?
Fu così che appoggiò un orologio da aviatore a carica manuale della SunShinIng Inc. senza lancette e con un solo numero segnato sopra. 681.
- A cosa serve la carica manuale se non misura niente?
- Misura l'eternità.
- Ah.
- La carica manuale gliela devi dare tu.
- E come?
- Sta a te scoprirlo. E' una specie di battesimo invisibile. Di battesimo del fuoco.
- Sai sempre come dire una scemenza senza farla pesare.
- Promettimi di vestirti all'indiana per il resto della tua vita. E di mandare affanculo i rompicoglioni.
- Se lo dici tu.
- Ci sono cinque cose che devi sapere e queste sono: la foresta del nord, l'omino verde della foresta del nord, l'arte di stringere fra le mani il vero, l'uomo che ha messo il dito nella presa del vero e il figlio della pietra, ponte per l'eternità.
- Uhm-uhm.
- Il figlio della pietra è sempre colui che ha messo il dito nella presa, l'ha fatto come san Tommaso perché aveva bisogno di una prova tangibile.
- E si è fulminato.
- No, era una presa non di corrente elettrica ma di energia cosmica.
- Eggià.
- In poche parole l'eone è il concetto che sta alla base del certificato di falsificazione del molteplice.
- Si è fatto tardi.
- Hai tutto chiaro?
- Come no.
- Allora alla prossima volta.
Sempre che ci sia, pensai, mentre lo accompagnavo alla porta.
Ecco, se n'era già andato, brillava al centro di un cielo azzurrino con qualche rara nuvola allungata, mi diressi verso lo specchio nel corridoio d'ingresso.
Però, avevo comunque una bella abbronzatura.
Il lunedì seguente andai in una via della moda e mi comprai dei pantaloni di lino, un serafino di cotone, allacciai una sciarpa di Etro da 510 euro come cintura e per avere altre cose penzolanti mi misi anche una sciarpa di lino violetta e delle ciabatte adidas con fascia in paglia in edizione limitata. Aveva ragione lui, non si stava per niente male. Anche la carta di credito della SunShinIng Inc. funzionava alla perfezione. Il codice era 681. L'idea dell'annichilimento di ogni cosa era difficile da mandar giù ma con un sorso di Crystal sotto a un tavolino accanto a una palma mi sembrava un'ipotesi non poi così insopportabile.
Tutto quello che mi era bastato fare ce l'avevo tatuato sull'avambraccio sinistro, un cubo con un 8 su ogni faccia. A chi mi chiedeva che cosa rappresentasse gli rispondevo, - Più o meno qualcosa che ha a che fare con una volta che ho avuto il sole a prendere il té da me.